Viaggi

Alla scoperta del Cacao Andino (Bogotà e Grenada)

7 luglio 2010

Partenza dall'aeroporto di Venezia con 2 mega valige cariche, oltre alla roba da vestire, di 30 kg di prodotti al cioccolato da far degustare agli amici colombiani. Mi fermano alla dogana e mi sequestrano senza motivo 5 kg di cioccolato …essendo il cioccolato molto buono forse un motivo c'è... ;)

8 luglio 2010

Dopo un volo molto lungo nel quale mi sono incontrato con Filippo, il nostro segretario, arriviamo a Bogotà, e subito prendiamo un aereo per Bucaramanga dove abbiamo appuntamento con Juan Carlos della Fedecacao. Arriviamo nel piccolo aeroporto di Bucaramanga dove ci aspetta un certo Ramon con una piccola jeep …ma ci staremo tutti ?? Domanda appropriata.
Siamo 5 mezzi tori in una piccolissima jeep, carica oltre a noi delle nostre valige. Ci dicono che ci saranno solo 2 ore di strada, che invece diventano 4 su una strada piena di buche che neanche Indiana Jones avrebbe avuto il coraggio di farla.

9 Luglio 2010

Dopo una notte in un hotel di San Vicente di Chucuri  e dopo una colazione fatta di Carne “hasada“ uova, e chocolate de mesa, io, Fillippo Pinelli, Silvio Bessone, Domenico Fuoco e finalmente Juan Carlos partiamo per visitare le finche di cacao.
Ne visitiamo in tutto 3, e purtroppo tutte e quante con una buona presenza di CCN51. Oltre a questo notiamo subito come le condizioni di mantenimento delle piante siano al limite: le cabosse di cacao vengono aperte e lasciate in campo, molte piante sono inferme, e i frutti malati di phitoptora o moniglia. La sera ripartiamo per ritornare, altre 4 ore sotto il sole cocente. Ma per strada ci capita l'inaspettato, e visitiamo uno zuccherificio Artigianale: una cosa unica.

10 luglio

Siamo tornati a Bogotà dove si svolge “chocoandino“, il motivo principale che ci ha spinto in sud-America. Dopo qualche incomprensione tra il gruppo per la forte personalità dei singoli, pensiamo di  regalarci  una giornata di relax nella piscina del Club Militar, dove aloggiamo e dove si svolgerà l'evento. Lì ci incontriamo subito con Martina, Lorenzo, Gustavo, Franca e Naomi, e qualcosa mi fa intendere che tanto relax non avremo. Se ne esce Filippo: “Mirco e Silvio, visto che non siamo riusciti a montare l'essicatore in tempo perchè era fermo in dogana, avremo bisogno andaste a montarlo voi“. Sissignore rispondiamo (ma caspita 4 vasche in stile Mirco Della Vecchia me le sarei fatte volentieri) .
Partiamo io e Silvio. Un viaggio di 4 ore verso Grenada  a bordo di un pick-up, dove alla guida ci deve essere stato un parente stretto di Montoya: una specie di Rally che ci fa balzare il cuore in gola ad ogni curva, tanto che Silvio (che per intenderci è un po più vecchio ...scherzo) chiede al campione di rallentare un pò perché teniamo famiglia in Italia, e la Farnesina forse non ci troverebbe dispersi nelle Ande.
Comunque arriviamo. Giornata torrida da 40° all'ombra: 5 ore di lavoro duro e l'essicatore è montato, bello ma un pò ammaccato dal viaggio Italia-Colombia.

11 luglio

Iniziano i preparativi. Visitiamo “Artengel“, il posto dove si svolgeranno i laboratori di capacitation; mentre i ragazzi dell'IILA preparano le cartelline stampa, noi andiamo a prendere gli altri di Fine Chocolate Organization all'aeroporto: eccoli sono tutti sani e salvi, e come succede dopo un volo di 10 ore …stanchi !

12 luglio

Inizia la kermesse “Chocoandino“ l'evento organizzato da IILA e da  FEDECACAO, la federazione dei campesinos Colombiani. Saremo circa 300 in sala, tutti muniti delle cuffie per la traduzione. Prende la parola Omar Pinchon (il presidente di Fedecacao) che con forza ringrazia tutti, e ribadisce la volontà da parte della Colombia di aumentare la qualità del proprio cacao, di contenere il propagarsi del CCN51, e sopratutto di aumentare le esportazioni verso l'Italia. Parlano Gustavo Arteta, e molti altri e poi tocca a me come presidente di Fine Chocolarte Organization l'associazione dei cioccolatieri più grande in Italia. 
Per rispetto inizio parlando in Spagnolo, ma quando inizio ad entrare nel tecnico chiedo scusa e proseguo in italiano. Con veemenza rimprovero Fedecacao perchè la Colombia ha dell'ottimo cacao nazionale, come il SFV41 o il ICS60, piante molto produttive e qualitative, ma si continua a piantare CCN5; rimprovero loro perchè parlano di avere cacao fino di aroma, ma mescolano il buono con il cattivo, e in questo modo diventa tutto cattivo.

13 Luglio

Entra nel vivo l'evento, e partono i seminari sulla coltivazione del cacao, sulla fisiologia della piante e sopratutto parte il laboratorio di cioccolatieria che teniamo noi di Fine Chocolate, per insegnare ai colombiani l'arte del cioccolato di Alta Qualità e la sua lavorazione artistica. E' un successo: più di 50 iscritti, molto motivati e attenti, che fanno domande a raffica.
Ci alterniamo, io, Silvio e Massimiliano la mattina, e i “modicani“ il pomeriggio; e via via tutti i membri della “Fine“, tutti mirabilmente guidati dalla voce di Monica Meschini. 
Trattiamo della tempera del cioccolato, così come della pralineria, delle tecniche industriali e del cioccolato di Modica: insomma ci facciamo valere!

14 luglio

Ancora corsi e conferenze; io tengo un approfondimento sulle 5 tecniche di temperaggio del cioccolato, e illustro pregi e difetti della temperatrice che c'è nel laboratorio. Ma la parte più affascinante è sicuramente quella tenuta da Andrea, Pierpaolo, Giovanni e Tonino, che parlano della loro Modica: una storia affascinante che, se anche non ha molto da insegnare sul cioccolato, sicuramente ha molto da dire su una cultura.

15 luglio

I lavori stanno volgendo al temine, e tutti i seminari sono stati interessanti. In particolare mi ha colpito un seminario che spiegava razionalmente l'effetto dell'irrigazione e dell'insolazione sulle piante del cacao. Ma come dimenticare le lezioni di Nubia Martinez o quelle di Rhojas, un gerente tecnico di Fedecacao, una persona favolosa e competente che ci ha insegnato punto per punto l'importanza della fermentazione e dell'essicazione?
I lavori terminano presto perchè la sera ci dobbiamo preparare per il consueto “chococoktail“, un appuntamento mondano dove tutte le aziende si presentano facendo degustare i loro prodotti, e tra chi mangia a sbafo e chi fa domande pertinenti, in meno di mezz'ora le tavole dei cioccolatieri sono state spazzate via, tanto che all'arrivo dell'ambasciatore italiano mi sono rimaste solo 2 creme al caffè da fargli degustare.
Un bicchiere in più e tutto il gruppo socializza: non si capisce più chi sia di Fedecacao e chi di Fine Chocolate; il  lavoro inizia a fondersi con una sana amicizia, tanto che la moglie di Rojhas mi dice che la prossima volta che torno in Colombia posso andare a dormire da loro, mi dice che sono come un figlio per loro, parole forti che ovviamente mi emozionano.

16 luglio

Con tutto il gruppo partiamo all'alba per tornare a Granada, dove io e Silvio abbiamo montato l'essicatore; un viaggio interminabile in cui qualcuno che ha mangiato pesante si lascia scappare qualche puzzetta di troppo.
Ma ridiamo e ci divertiamo come pazzi, soprattutto quando ci fermiamo a fare colazione.
Ore 8.00: colazione a base di consommè di pesce, arepa, e frutta. Passi per l'arepa e per la frutta, ma il pesce alla mattina faccio davvero fatica a tenerlo.
Arriviamo sul posto e ci dividiamo in 6 gruppi; mentre uno vede la spiegazione dell'essicatore, gli altri vedono come si innestano le piante di cacao; mentre uno vede come si irriga la pianta, gli altri seguono Nubia che spiega i vari cloni Sperimentali.
Finiamo sotto un aquazzone sporchi di fango fino al collo, ma comunque contenti.

17 luglio

E' l'ora dei saluti. Molti partono per l'Italia, e chi rimane approfitta finalmente per visitare un pò la città di Bogotà.