Viaggi

Vamos a pianificar un evento en Colombia Bucaramanga

Questo viaggio è un po diverso dagli altri. Sia perchè siamo solo io e Filippo, ma sopratutto perchè abbiamo l'importante missione, da parte del ministero dello sviluppo economico, di trattare con Fedecacao (la federazione dei piccoli e medi produttori di cacao colombiani) la realizzazione di un evento sul cacao.
E' il mese di novembre: da noi fa un freddo becco. Prendo il mio solito aereo da Venezia per Roma, dove mi troverò con Filippo.

7 novembre

Si parte. Mi faccio una piccola ricerca su Internet di come saranno le condizioni meteo, e alle 4 del mattino mi faccio accompagnare da mia moglie Barbara, un pò assonata e un pò imbronciata per quella mia valigia che non prende mai la polvere, tanti sono i viaggi cha faccio durante l'anno.
Arrivato a Roma, vedo subito Filippo; come sempre si parla un pò di tutto. In quel periodo in particolare, avevamo lanciato sul mercato italiano, assieme ad altri 3 cioccolatieri Peppe Rizza, Gabriele Mainero e Silvio Bessone, un nuovo brand chiamato “I maestri del cioccolato“ in cui ogni cioccolatiere realizza una avoletta di cioccolato tipica del suo territorio; e il tutto viene venduto in GDO, all'Esselunga per esattezza.
Tanti erano i problemi di questo nuovo progetto, che quando ce ne accorgiamo siamo gia a Bogotà, pronti per prendere il transfer per Bucaramanga.

8 novembre

Come sempre quando sono in latino america, i primi giorni il fuso orario non mi dà pace, e alle 5 del mattino son sveglio come un grillo. Mentre aspetto Filippo, cerco di imparare ancora qualche parolina di Spagnolo, che anche dopo 4-5 viaggi ancora non capisco perfettamente. 
Ore 10.00: inizia l'evento “El congreso national del chocolate“, un congresso organizzato dalla Fedecacao, dove io porterò i saluti dell'Italia e soprattutto dove cercherò sin da subito di iniziare un percorso. Lo scopo è quello di aiutare i campesinos, grazie ai nostri consigli, a lavorare al meglio il cacao secondo i nostri standard; e a quel punto provare anche se con fatica, ad avere un rapporto commerciale.
In questa giornata però l'intervento chiave è quello di Omar Pinchon, il presidente di Fedecacao che fino a quel punto aveva difeso i campesinos che per ragioni di produttività mettono nelle loro piantagioni il famigerato CCN51, un clone di cacao che ha di buono solo la produttività; tolta la validità nella produzione di burro di cacao, per produrre cioccolato il CCN51fa veramente “schifo“, è astringente da paura, ed inoltre per piantarlo vengono tolte piante di cacao criollo (!), che oltre a essere qualitativamente valide, sono senza dubbio autoctone. E come dice la parola stessa criollo "del posto" ovvero tipicità uniche in grado di trattenere nel loro cacao la magia della storia di un paese.