Viaggi

Una proposta importante Duran e Esmeralda

Domenica 7 Aprile

Come di consueto i viaggi iniziano già dal momento in cui faccio le valige, punto la sveglia alle 3.30, mio papa Renato mi accompagnerà a Venezia per l'aereo, un po mi spiace perchè doveva accompagnarmi Barbara ma ieri sera abbiamo un po discusso e allora meglio il vecchio Papi

Dentro di me penso anche che questi viaggi di notte insieme a mio papa me li ricorderò per tutta la vita, non abbiamo mai avuto un rapporto affettuoso anche se e lampante che ci vogliamo bene, ma mio padre e del 1942, altra epoca, epoca nella quale gli uomini non fanno trasparire i loro sentimenti.

Arriviamo a Venezia, non mi sono preso la giacca a vento perchè in sud America mi spettano almeno 30 grandi e non voglio rubare spazio in valigia perché al ritorno voglio portarmi alcune piante di stevia e di cacao.

Appena arrivato in aeroporto vado a salutare jasmine, la bella jasmine....e non dico altro, check-in, scan control, un filino di pipì e siamo pronti all'imbarco.

Al banco imbarco una veneziana attempata che mi fa capire meglio cosa comporti la menopausa nella donna, sono le 6 del mattino e già cominciamo bene, non mi resta che mettermi le cuffie e ascoltare un po di EELST forse loro mi metteranno un po di buon umore volo ad Amsterdam con KLM, il volo e ottimo, il servizio pure migliore ma non so ancora ciò che mi spetta dopo, la connessione per Guayaquil nasconde una fregatura, volo di 11 ore con scalo a Quito e 1 altra ora per Guayaquil.

Non finisce piu, KLM non ha nell'offerta neanche un film italiano e in 11 ore servirebbe, mi vedo 3 film in spagnolo e uno in inglese, ARGO con Ben Afflec, non male

Arrivo a Guayaquil con occhi rosso fuoco, con un gran bruciore allo stomaco e con un po di flatulenza o meglio di puzzolenza visto il risultato olfattivo, mi sa che sta cucina olandese non e il top.

All'uscita mi spetta Elisa, un Ecuatoriana che studio anni fa a Perugia la quale mi accompagna in hotel, sonol e 19.00 ( 1 di notte in Italia) il tempo di un “hamburghesa2 e dritto a letto

Lunedi 8 aprile

Il fuso orario e fastidioso dalle 2 del mattino sono con gli occhi aperti a guardare il soffitto, vorrei lavorare al pc ma non ho le giuste motivazioni, accendo la tv e capisco che l'Italia ormai e considerate meno del Burchina Faso, su 266 canali nemmeno 1 in italiano. Mizzica stiamo proprio retrocedendo a mille nella considerazione che il mondo ha di noi.

Vengono a prendermi con una camioneta Nissan senza aria condizionata, sono le 10 del mattino e già il termometro segna 33 gradi.

Ci allontaniamo un po verso Duran, il motivo del viaggio che ancora non vi ho detto e soprattutto fare da consulente ad una grande azienda di cioccolato, ops pardon di semilavorati ( cacao e burro di cacao ) che vuole iniziare a produrre anche cioccolato.

Mi accoglie l'ingeniere Alvaro, un ragazzo di meno di 30 anni che e stato nominato da poco dirigente dell'azienda, penso tra me e me ….complimenti a quell'eta già dirigere un azienda di 200 operai ….ci vuole pelo sullo stomaco.( e in effetti)

L ' azienda e obsoleta, vecchia e mal organizzata, non ostante ciò il prodotto che fanno non e male, ma qua subito si vede che servirebbero interventi rapidi e radicali.

Durante la giornata mi fanno vedere il loro processo produttivo, come ricevono il cacao, come lo sterilizzano a dirla tutta qualcosa imparo pure io.

Infatti loro le macchine se le costruiscono internamente e alcune soluzioni che hanno messo a punto sono davvero interessanti, il tempo vola parlando di come potremo intervenire per sviluppare una produzione di cioccolato, lo spazio ciò che manca e la sapienza ….

Qui si tratta di prendere per mano un azienda di 200 persone e portarla a lavorare 500 tonnellate mensili di cioccolato, obiettivo ambizioso ma possibile sopratutto vedendo che tra le macchine li in un angolino non utilizzate hanno anche 2 conche da 6 tonnellate Bauermeister.

Vengo a sapere che il titolare e un appassionato di macchinari e che ha un magazzino pieno di macchine vecchie del cioccolato, insisto per poterlo vedere e dopo un po di esitazioni mi portano

“Por Dios”, esclamo li dentro c'e il “santo graal “ delle macchine del cioccolato 2 raffinatrici a 5 cilindri, 6 con 3 cilindri della Carle e montanari , 3 Melangeur , moulini a biglie, qua c'e già tutto ciò che serve !

Allora chiedo al direttore perchè avendo li le macchine a prendere polvere non facciano cioccolato....”conoscimiento Don Mirco”.....”Conoscimiento”, ovvero non le sanno usare !

La sera la passo tranquillo, incontrando un vecchio amico e pianificando una visita nelle piantagioni per i prossimi giorni

martedi 9 aprile

Finalmente dormo un po di più ….( 1 ora in più ) sono le 3 del mattino e mi sento già fresco come una rosa, forse ho esagerato, fresco come un crisantemo dai, alle 9.00 mi vengono a prendere per tornare al lavoro oggi dobbiamo vedere un mulino per raffinare lo zucchero e fare una prova di deodorizzazione utilizzando una vecchia torre a vapore che hanno recuperato in Colombia.

Oggi il caldo e incredibile il termometro segna già 37 gradi e non e neanche mezzogiorno, appena arrivo nell'azienda mi ricordo di come gli ecuadoriani sempre ti promettono che sono pronti e invece sono sempre indietro con i lavori

“Hola hermano que tal...todo listo?” chiedo curioso....”don mirco hemo tenido un problema “ ( sempre tengono un problema....pero gli voglio bene proprio per quello )

Gia sto pensando che oggi perderemo solo tempo ma proprio mentre sto meditando se andare a Santa Elena per vedere un piantgione di stevia nel frettempo che finiscono, Alvaro mi dice se posso aiutarli a trovare il giusto punto di tostatura.

Wow dico io finalmente si entra nel vivo e posso intervenire nel processo produttivo per dare il mio contributo, cambiamo almeno 10 tipo di tostatura, loro hanno un impianto fantastico, un tostatore ad aria veramente eccezionale e infatti dopo neanche 1 ora il cacao inizia a profumare tutta la fabbrica, e loro continuano a dirmi “ don Mirco ...ahora sabes de cacao....ahora sabes “ e già ora il cacao sta sprigionando il meglio perchè prima era talmente sotto tostato che potremo considerarlo solo essicato.

Alvaro e davvero un grande e finalmente loro iniziano a fidarsi di me, e si perchè nonostante siano stati loro a chiamarmi per aiutarli il primo giorno ho sentito poca apertura e quando gli dicevo le cose loro un po se la prendevano, ma d'altronde bisogna saper accettare le critiche se costruttive e oggi abbiamo fatto un grande passo avanti senza contare che abbiamo messo a punto il miglioratore di sapore un brevetto per migliorare meccanicamente il sapore del cacao ma di questo sarà meglio parlarne in seguito.

Cenetta intima ( nel senso che mi faccio portare la cena in camera ) un piatto di patacones e un avocado buonissimo, mancava solo un filo d'olio pugliese...ah l'Italia.......

Mercoledi 10 Aprile

oggi sveglia presto per andare a Santa Elena a vedere la stevia, forse non tutti sano cos'e....la Stevia pianta di origini paraguaiane e una pianta verde che da una foglia che lavorata da una polvere 300 volte più zuccherina dello zucchero di barbabietola quindi basta metterne un grammo per ottenere la stessa edulcorazione di 300 gr di zucchero.

In Italia e Europa già sta spopolando al punto di essere quasi un prodotto alla moda, ma sono convinto che con i problemi di obesità che ci sono in giro questa foglia naturale fara successo.

Alle 5 sto già aspettando che mi vengano a prendere fuori dall'hotel e a quell'ora le faccie in giro sono davvero losche altro si che Belluno....nella mia piccola provincia Dolomitica gli unici che vedi in giro alle 5 sono i panettieri con il loro furgoncino, quelli del latte e qualche pattuglia della polizia che fa colazione al bar.

Felix mi viene a prendere e andiamo a casa dell'ingeniere, il viaggio e lungo e nonostante la jeep con aria condizionata fornita di ogni comfort mi stanco molto.

Arriviamo a S. Elena e subito l'ingeniere si precipita a vedere come stanno andando i lavori della fabbrica di Stevia, io rimango impressionato, una fabbrica di 40.000 metri quadri, una cosa enorme...chi sta mettendo tutti questi soldi???? di li a poco vengo a sapere che Correa il presidente dell'Ecuador sta facendo una politica nazionale sulla coltivazione delle stevia e che la fabbrica e anche dello stato.

Una signora, Linda o forse Rita ...mi porta a vedere la mia prima piantagione di stevia, subito smanio per assaggiare una foglia, la foglia che ha un potere edulcorante 300 volte più dello zucchero.

Succhiatina veloce, ancora una e.....miiiiiiiiiii che cosa paurosa, e dolcissima quasi mi viene il vomito da quanto e stomachevole.

Proseguiamo a vedere il vivaio dove coltivano e riproducono le piante e non mi trattengo dal chiedergli di darmi alcune piante da portare in italia, vorrei fare una piccola serra tropicale dove oltre che coltivare cacao posso coltivare stevia-

D'altronde noi già la utilizziamo, proprio quest'anno abbiamo lanciato sul mercato una linea di cioccolato alla stevia che sta avendo un ottimo successo.

Ritorniamo e sulla via del ritorno l'ingeniere cambia modo di porsi, se sino a quel momento era un po sospettoso, ora inizia a parlarmi di un idea che gli e venuta nella notte di fare una fabbrica di cioccolato in Italia in grado di fornire tutta Europa.....non so più cosa fare, la proposta e grossa, sostanziosa e potrebbe svoltare decisamente il corso di molte cose....ci diamo appuntamento per la sera alle 20.30 all'hotel ma nel frattempo l'ingeniere vuole che io parli giàsubito con la responsabile commerciale e marketing per vedere cosa produrre e come farlo.

Sono scosso, ma allo stesso tempo e una “figata”, mi do una rinfrescata in bagno, dove mi accorgo che il giro nella piantagione di stevia mi ha fatto una faccia rossa come un hot dog, d'altronde siamo stati più di 2 ore sotto il sole a 38°

Ritorno in hotel giusto per darmi una rinfrescata, sta sera si scrive la storia !

 

Giovedi 11 Aprile

 

e la storia si e scritta e come, decidiamo assieme di istallare una fabbrica grande in grado di servire il mercato europeo, non posso ancora credere che in meno di 4 giorni abbiamo pianificato una cosa cosi importante

Oggi e un giorno frenetico, domani l'ingeniere deve andare fuori dall'Ecuador e per questo vuole chiudere tutte cose entro sta sera.

Riunione con il marketing, riunione con il commerciale e di nuovo con la produzione, poi full immertion con i periti per stabilire le macchine necessarie, dove prenderle etc etc -

Non mi era mai capitato di prendere tante decisioni definitive cosi assieme, qui ci vogliono idee chiare e sangue freddo -

Una piccola pausa nel Comidor ( ristorante interno alla fabbrica ) io come sempre nonostante la mia abbondante “panzotta” sono un po restio ad abituarmi ai gusti locali, dopo anni mi sono convinto che quando sono in latino america per me esistono solo nell'ordine PLATANO, MANì, AVUACATE, CIFLES, PAPAS Y BOLONES CON QUESTO altri esperimenti non ne voglio fare al massimo una pannocchia di mais bollita.

La giornata e davvero interessante ma questo solo perchè non so ancora cosa mi aspetta la sera

Rientro in hotel e trovo ad aspettarmi il direttore di una cooperativa campesina che produce cacao, “ hola que tal don mirco “ ( evvai ...al decimo don mirco devo pretendere almeno che mi chiamino “cardinal”...) non so bene cosa voglia da me, e tutto rosso in viso e con la voce tremulante, non so e gli sto mettendo un po di soggezione forse, mah....

Parliamo un po e mi racconta di sua moglie dei suoi figli e che forse uno sta entrando a giocare a calcio con una squadra importante.....ottimo direi....ma dopo una giornata come quella che ho trascorso vorrei arrivare al dunque perchè le mie palpebre, nonostante le abbia passare con un po di amido dell'acqua di cottura della pasta, stanno inesorabilmente cadendo e tra 5 minuti suoneranno il deprofundis.

Quand'ecco che passando di palo in frasca mi dice “ que opina don Mirco ( eddaje) si ustedes ne apoja con un almacen en Europa por nostro cacao “ ??

Che??? ma di cosa sta parlando ? Discutiamo.....

Alla fine il futuro padre del Maradona de noartri vuole che io gli metta a disposizione una parte della mia struttura per fare magazzino Europa per il loro cacao.

Ma che “Figo” penso, infondo mi e sempre piaciuto dare una mano a questa gente per staccarsi dalle multinazionali e dai broker e proprio per questo ci accordiamo per dargli 200 mq di magazzino a costo zero, gli dico che per 24 mesi non mi deva dare nulla, al limite mi regalerà qualche sacco del suo cacao, e che se il suo mercato va avanti bene ne parleremo in futuro.

E ovvio che se iniziano ad arrivare container tutti i giorni e dovrò mettere una persona a lavorare per questa cosa qualcosa devo prendere anche io ...ma intanto diamogli una mano!

Venerdi 12 Aprile

Si avvicina la domenica, oggi vado nuovamente in fabbrica a dare le ultime indicazioni perchè domani o domenica parto per Esmeraldas e per Machala per visitare una decina di piantagioni che non conosco, infondo in questo viaggio non ho ancora tirato fuori la mia mitica giacchettina da campo con gli scarponi con carro armato sotto e questo mi manca assai.

Eccomi rientrato a tarda sera a scrivere un po della mia giornata ….la giacchettina con scarponcino non l'ho usata neanche oggi.

Sono stato tutto il giorno ad assaggiare liquore di cacao, che intendiamoci non e il liquore alcoolico che si intende in Italia ma quella che viene comunemente chiamata massa di cacao.

L'ingeniere e convinto che con un miglioratore di sua creazione il liquore arrivi ad essere meno acido.

Facciamo l'ultimo assaggio alle 17.00 tutti mi guardano aspettando che io dica “ bene il risultato e ottimo” ma io che sono una persona che non ha peli sulla lingua non posso trattenermi da dire ciòche penso veramente ….a me...me pare na strunzata.

Spieghiamo meglio, non e che non si sia ottenuto un risultato,e che non serve minimamente a fare ciò che volevano loro, se vogliono abbassare l'acidita del prodotto anzitutto devono sapere cosa comprare e, non comprare tutto ciò che passa, secondo devono concare al meglio e tostare come gli ho insegnato ( non che io sia un mentore ….ma il risultato della tostatura e stato notevole )

Saluto l'ingeniere dandogli appuntamento in Italia il 27, lui sta prendendo l'aereo assieme a Correa per andare dalla Merkel

la sera mi propongono una sauna in compagnia, non sono molto stanco potrei pure accettare...mah....vediamo

 

sabato 13 Aprile

mi alzo con mooooolta calma, e come da un paio di mattine mi accompagna nella sveglia una ex amica di scuola la Barbara tisot, gia da 4-5 gg si e messa in facebook e io sono uno dei suoi primi amici, lei si scusa sempre porella perche pensa di disturbarmi, e a volte in effetti chatto con lei per cortesia ma ho la testa altrove, ma quando come oggi ho tempo sto li un oretta a raccontargli di cosa faccio in latino America e a chiedergli cosa fa lei nella vita, e si perchè quando andavamo a scuola era un po sfigatella, non che io fossi una cima ( di rapa ) ma ora me la trovo sposata con figli e questo un po mi sorprende. Lei pero era davvero e lo e ancora una donna gentilissima, ingambissima che sono sicuro sia una gran madre affettuosa e premurosa.

Vabbè colazione con i soliti cereali “scoreggioni”....ops dimenticavo...io avevo capito che i cereali tipo muesli, kornflakes etc etc erano ricchi di fibra e facevano bene alla dieta e all'organismo, sarà ma la cameriera filippina che mi rifà la camera quando arriva alla 804 ( la mia stanza ) si mette una maschera anti gas che manco quelli dell'area 51 di xfile mettevano.

Forse sto esagerando ma forse no perchè uno le sue puzzette le sente meno di quelle che fanno gli altri.

il problema sta nel fatto che la colazione salata a me non e mai piaciuta, e qui o te magni i kornflakes scoreggioni oppure uova , gamberoni, formaggio piccante, toast da scarpe o una mattina si una no muffing

Allora facciamo cosi, io domattina prendo 2 muffing, me ne infilo uno in tasca e lo porto in camera, poi domattina mi prendo il caffe da portare in camera e faccio colazione cosi per buona pace del mio intestino e della filippina. ( filippina non e un termine dispregiativo ma e proprio filippina)

Oggi che sono di riposo vorrei buttar fuori un po di tossine andando al parque historico, sono c.ca 15 km, e in taxi non mi costerà più di 4 dollari....ma deciso di farmela a piedi, tanto oggi nessuno mi corre dietro, sono tranquillo e anche se ci metto qualche oretta va bene ( tanto vado a “gas “) .

Mi metto le cuffiette di nuovo con gli Elio, non pensavo che potessero diventare degli ottimi compagni di viaggio ma le loro canzoni a differenza di molte altre più le ascolti più ti piacciono, i primi 3 km se ne vanno fischiettando, poi entro in una zona pericolosa, il barrio, dove vivono i poveri e sopratutto molti delinquenti, sento addosso la paura che mi aggrediscano per rubarmi qualcosa, d'altronde proprio a pochi metri da dove sto passeggiando anni fa mi aggredirono per portarmi via la macchina fotografica, mi volto di continuo e aumento il passo

30 minuti di inferno, poi, con le gambe già un po indolenzite dal ritmo, inizio a godermi la strada che costeggia la costa e che porta al parco.

in tutto ci impiego meno di 2 ore, con la grande sorpresa che il parco e ad ingresso gratuito, lascio qualche spicciolo per contribuire a questa parte di latino America che preserva la cultura indigena

Il Parco e piccolo ma bellissimo e c'e perfino la riproduzione di una vecchia casa contadina di produttori di cacao, i” jose mieto”, con le persone in costume che tracannano di brutto bicchieroni di rhum.

Iguana, schimmie e qualche coccodrillo, ma l'incontro che da italiano più mi sconvolge e quello con lo staffelliano TAPIRO, bè certo no me lo aspettavo d'oro come quello di striscia, nemmeno di bronzo ma che puzzasse come un lottarore di sumo dopo i 5000 ostacoli non me lo pensavo proprio.

Prendo un taxi per il ritorno, chiamo casa e sento la mia bimba Marta, gli voglio un bene dell'anima mi manca, e mi mancano anche Arianna e Anita...uff sti figli .

La sera mi guardo un paio di film del genere cultur-documentar-indignados-secret movie, quei documentari fatti da qualche signor nessuno ( anonimous appunto ) che ti svelano cose come il NWO , la TRILATERALE, il GRUPPO BUILDENBERG, I MASSONI E per non farci mancare nulla profezie di Nostradamus, di Malachia e papa nero, stica....

Preparo la valigia domani si parte per Esmeraldas.

 

Domenica 14 Aprile

 

anche stamani mi alzo in tranquillità, colazione lenta e ben gustata e inizio a fare i bagnagli, o meglio parte dei bagagli, me ne vado un paio di giorni in Esmeralda al nord del Ecuador, li dove il cacao e ancora qualcosa di indigeno, non massificato, li sono sicuro che troverò finalmente piantagioni totalmente di cacao “criollo nacional”.

Dall'albergo all'aeroporto sono c.ca 15 km, ma visto che ieri ci ho fatto un po la gamba decido di andare a piedi tanto il mio bagaglio e composto solo da uno zainetto stracarico nel quale sono riuscito a far stare macchina fotografica nikon reflex, pc 15 pollici, caricabatterie vari, 2 magliette, una maglia, 2 paia di calzini, 2 boxer uno un po consumato quindi diciamo 1 boxer e mezzo, 2 mele senza picciolo, un asciugamano fregato all'albergo ( che riporterò quando ritorno ) , un paio di scarpe, una giacchettina da campo, la mia solita quella con mille tasche.

All'aeroporto arrivo ben in anticipo e mi bevo un acqua gassata, dopo un po incontro Lorenzo, un amico italiano che verrà con me in Esmeralda, lui vorrebbe che io iniziassi a trasformargli del cacao e vorrebbe che gli dessi un consiglio su quale cacao comprare, infatti il tour che ci spetta e piu per lui che per me

Arriava anche Luis, un ecuatoriano che ci accompagnerà nelle visite delle fincas.

Saliamo nel atr42 un piccolo aereo 50 posti a elica, abbastanza ben tenuto ma so già cosa mi aspetta, questi aerei piccoli nelle turbolenze ti sballottano alla grande, e infatti km 320 sulla tabella di marcia ( invenzione ) ci prendiamo un vuoto d'aria da panico, Lorenzo impallidisce con un sorriso imbalsamato, forse gli e presa una paresi, poi vedo che sbatte gli occhi, riprende colore.....” e sai com è con sti aeroplanini....” devo dire che posso commentare la sua espressione solo perchè era seduto affianco a me e potevo guardarlo, ma temo che la mia non fosse tanto diversa.

Vicino a me siede un ragazzotto ecuador - argentino che mi racconta essere un ingeniere che lavora per il governo e che sta venendo in Esmeraldas perchè ha piovuto molto e il governo lo ha mandato per gli aiuti umanitari.

Passiamo una serata all hotel Marques, una vera bellezza considerando dove siamo, ma si sa la costa e sempre la costa e il mare fa si che quel po di turismo che c'e porti dei soldini per investire nella ricettività.

Lunedi 16 aprile

ieri sera ho tirato ore tardi per vedere chi vinceva le elezioni in venezuela se Maduro o il giovane Capriles , quindi sto dormendo alla grande quando ….” grrrrr prrrrot stulf naf sciup sciup sciup e ari proooot “

Minchiaaaaa e che e ??? ma chi e sta fogna umana??, i bagni delle camere sono separati da una paretina in cartongesso che penso sia spessa come un foglio di carta igienica, infatti la prima cosa che penso e “ chi e che e entrato nel mi bagno “, un po intontito dal sonno, un po schifato non riesco a capire da dove venga questo igienico fracasso.

Mi alzo mesto, mi avvicino al bagno armato di telecomando pronto a darlo in testa accendo la luce e ….e capisco che e dall'altra parte …..inizio a bussargli nel finto muro ma lui aumenta tanto che penso che prima o poi qualche pezzo di intestino lo tira fuori a forza di spingere.....

dopo 10 minuti finisce ….pace in terra e nella mia camera, forse sarà sopraggiunta la pace dei sensi anche per lui ma a sta ora questa notizia non mi scuote molto, ci vederemo lassù e mi rigiro sul letto !

La colazione e fatta di un sacco di frutta fresca buonissima, mangio forse il miglior ananas della mia vita e questo mi da una gran carica, dopo 2 ore di macchina arriviamo al canton Oroverde, dove ci aspetta la coperativa “eloy ala.ro”, gestita prima da Patricio e ora dal “ cino “ soprannome per le chiare origini cinesi del tipo

Quello che vedo subito non mi piace.......

 

AAAALT

 

mica e morto...metre sto scrivendo il mio vicino di stanza e in pieno amplesso feco-gastro intestinale

 

vabbè riprendiamo, dicevo quello che vedo non mi piace stanno seccando il cacao con degli essicatori a gas ma ne stanno mettendo c.ca 60 cm e con un umidità grandissima, qua non riusciranno a conseguire qualità manco morti, finalmente dopo 24 ore in cui con Luis non ci siamo beccati molto parlando di qualità abbiamo le stesse idee, mi consola, almeno non sono solo a rimarcare come lavorare un buon cacao.

passiamo da “eloy alfaro” al centro de acopio di Patricio, questo centro de acopio e molto piccolo, e stato donato loro da “Cafiesa”, ma lavorano molto bene, tranne 2 lotti di cacao, uno che sapeva di formaggio l'altro chiaramente ammuffito il resto ha un sapore gradevole e molte fave sono bianche e criolle.

Patricio poi ci porta a “Quinindè” dove visitiamo “cocepe”, una cooperativa che però tranne i bellissimi poster storici appesi sul muro fatti da Anecacao, dove si dicono i principi del buon cacao “ massimo 3 % fave violeta, o% muffa ...etc quello che vediamo e di qualità bassissima, io taglio corto dopo le prime 5 parole, capisco subito che non e un problema di mezzi o di conoscenza qui non gli e ne frega nulla di migliorare nemmeno come nel nostro caso avendo un cliente che paga meglio.

Tornando discutiamo un po sulla possibilità di comperare un piccolo pezzo di terreno per fare una “finca sperimental” per poter insegnare loro come lavorare il cacao

 

serata con hamburgher messicano e yuca fritta

 

Martedi 17 aprile

Oggi ci spetta una visita veloce ad “aproca”, che e situata qui ad “atacames”, prendiamo una motoretta che non saprei nemmeno descrivere, una sorta di ape con la poltrona nel cassone

Li troviamo juan, un giovane agricoltore che mi stupisce, il cacao che fanno mi era stato inviato in Italia mesi prima e lo avevo scartato di brutto, ma vedendoli sto rivalutando alla grande il loro prodotto.

Alle 11 abbiamo l'aereo della TAME per rientrare a Guayaquil, da li prendiamo per Machala per visitare “urocal”, la cooperativa che a mio avviso a un cacao ottimo, la strada e lunga quasi 4 ore e mi addormento un po guardando dal finestrino piantagioni di ccn51, al risveglio siamo gia fuori dalla sede di “urocal”, però quello che vedo non e quello che vorrei vedere, tutto desolantemente vuoto, non c è cacao, quello che c è lo stanno rivoltando con le scope....ma che cacchio stanno facendo.

Ci sediamo ci offrono un arancio e mentre sbalorditi li ascoltiamo siamo partecipi del dramma umano che stanno vivendo, il loro direttore Maurizio se ne andato 1 mese fa ed essendo lui un accentratore quando li ha lasciati non ha detto loro cosa fare e come farlo, e un po come se un autista di autobus un bel giorno lasci la guida ad uno dei passeggeri solo perchè era presente tutti i giorni sull autobus.....loro si erano li ma erano coordinati da Maurizio

Umanamente sono davvero colpito, ma non so se io sono all'altezza di aiutarli in modo vero, intanto estraggo dal mio zaino le ultime cioccolate che avevo portato dall'italia per darle ad un amico e le do a loro sperando che da questa visita io possa in qualche modo aiutarli.

Al ritorno mi compro qualche piantina di cacao per portarmela in Italia, 0,50 centesimi cadauna ne prendo 4 e tutti mi guardano straniti..non tanto perché sia difficile che cresca il cacao in un clima come quello italiano ma perchè ( mostrandomi il segno delle mani incrociate – manette ) pensano che all'aeroporto mi mettano via !

È sera e mi iniziano le voglie tipiche della gravidanza, e a dirla tutta visto il crescente aumentare della mia circonferenza (io che sono cresciuto con il film di shawartzenegher e De vito dove un uomo rimaneva incinto ) un dubbio mi assale

Voglia di purè, ebbene si , pure con pepe e un filo d'olio. Ne chiedo una porzione “ abundante “ ma mi fa a malapena il solletico, “ por favor ….una mas “

Mercoledi 17 aprile

oggi ritorniamo in fabbrica a fare un ultimo bref su come procedere nei prossimi mesi al fine di arrivare ad avere per settembre la nuova fabbrica pronta.

Qua già tutti mi vogliono bene e lo sento, una ragazza del commerciale mi abbraccia forte prima di salutarmi e con un filo di voce mi dice non abbandonarci che abbiamo bisogno della tua esperienza

Sono contento di questa esperienza in effetti, e tra le altre cose ho potuto anche trovare alcune macchine per la scuola che forse comprerò il bilancio e certamente da 9/10

Mi resta giusto la sera per incontrare un amico “campesino” con il quale stiamo facendo una sperimentazione con il bisolfato di sodio per far si che il cacao in fermentazione mantenga buona parte dei polifenoli epicatechine

Giovedi 18 - Venerdi 19

Sono di viaggio, guardo un po le elezioni del nuovo presidente italiano tra un aeroporto e l'altro, la tratta e Guayaquil panama Newyork dove mi tratterrò per qualche giorno.

non posso trattenermi dall'esultare per la sconfitta al primo turno di Marino, io mio favorito e Rodotà.

Dopo un breve passaggio a Panama, arrivo alle 00.35 a Newyork, con stevia e piante di cacao, e so come sono qua alla dogana, ci vogliono pià di 3 ore per fare dogana, sono ci già distrutto, ma visto che sta albeggiando ovviamente per risparmiare medito di non andare a letto ma di profittare subito del risveglio della grande mela, un momento magico in qualunque posto ci si trovi

Ed ecco li infondo il controllo, sono incerto dichiaro che ho vegetali in valigia o spero mi vada bene, ...decido di dichiarare, qua non scherzano, ma ecco il colpo di genio delle 3 del mattino, io nello zaino ho delle mele e delle banane “ please open your baggage “ apro solo lo zaino con fare molto collaborativo, cerco di far loro intendere che non capsisco l'inglese in modo che non mi facciano molte domande, il tipo alto 1.90 mi sequestra le mele e mi dice ….”this way “

Come come ??? mi stanno lasciando andare, sono sbigottitissimo, c'e l ho fatta fin qua, adesso voglio lasciare la maxi valigia nel deposito bagagli perchè non me la voglio portare dietro per New york, ma appena arrivo al deposito bagagli dell'aeroporto mi dicono che vogliono aprirla per controllare e che mi devono fare la foto .

Mi metto in posa ma rifletto “ magari questo avvisa qualcuno ?? “ mi metto la mano in faccia giusto in tempo del flash e scappo via guardandomi le spalle, questo mi chiama, la tensione e alta ma mi infilo in bagno dove sto per 30 minuti sentendo cadere varie volte nel wc la digestione dei miei vicini, oltre a degli sforzi degni nell'esorcista 4. La valigia e rotta ma non posso andare ai reclami, mi aprirebbero tutto, allora con le rotelle e la maniglia a pezzi prendo la prima metropolitana “ A line “ e vado verso il centro, scendo a “crossbay” alla ricerca di un hotel per prenotare la notte di domani in modo da poter lasciare li la valigia subito, ne incontro uno dopo 20 minuti di cammino il “ confort inn” mi dice che le stanze costano minimo 165 dollari.

Ho solo 120 dollari e me li devo far bastare sino a domani, la carta di credito e smagnetizzata, non so che fare mi prende anche un po di sconforto, io parto sempre all'avventura senza mai prenotare nulla e questi sono gli effetti, sono stanco quando ecco che la signora una cinquantenne di almeno 130 kg mi sorride e mi dice se vuole può lasciare qui la valigia

Non me lo faccio ripetere, gli lascio la valigia e in segno di onesta gli do il passaporto per farsene una copia ( poi mi verranno mille dubbi sul fatto che nella valigia la pianta da un odore forte e se la aprono e vedono la stevia possono pensare che e “Maria “ .

Sarà come sarà intanto me ne vado a newyork, prendo il staten island boat, un traghetto gratuito che pasa affianco alla statua della liberta, in effetti non voglio visitare staten island con cosi poco tempo ma vedere da meno di 50 mt la signora in verde mi arrapa un casino

Il giro e fantastico, e al ritorno vedi manhattan da una visione totalmente diversa, appena rientrati inizia la mia scarpinata verso il Moma, infatti il venerdi c'e l'entrata gratuita e non voglio perderla, ma prima voglio passare per la 34 strada, per 42 a time square, un sacco di cose da fare e da vedere

Mi fermo a bermi un caffettone dei loro, sto li piu di 30 minuti a rilassare un po le gambe inizio a sentire gli effeti di aver perso una notte

Camminare per New york e sempre fantastico, Stabucks, nyps, fdny, ground zero ( che sta finalmente avanzando molto col nuovo grattacielo più alto di New york ) e via cosi fino all'Empire sulla 34

Penso a come questo grattacielo sia rimasto negli anni un vero simbolo della” freedom land”, e poi un classico sedersi sulla gradinata di time square, adesso i piedi mi fanno molto male, tanto che mi tolgo le scarpe pensando che forse non e dolore ma una mega vescica che prende tutto il piede ( e un dolore che non avevo mai provato prima ) forse non ho le scarpe giuste

Riparto alla volta del MoMa, ora oltre al male anche l'indolenzimento dell' aver freddato il muscolo, sono un mix tra “charlie chaplin “e Galeazzi, ogni 10 metri mi devo fermare e sedermi

Sono quasi al MoMa dove vedo una fila infinita, come faccio, entro per vedere quanto costa l'entrata, non posso rimanere in piedi per tutto quel tempo ad aspettare l'ingresso quando ecco un altro lampo di genio.

Fingo spudoratamente di essere stato in fila per 2 ore ma che visto il mio problema ai piedi non riesco più a stare su, mi fanno passare in un lampo, rimorsi a go-go, pero ho davvero male !

Non vorrei più uscire da questo museo, che al contrario di quanto si pensa non ha solo arte moderna ma anche dei bei pezzi di Modigliani, e lui ..” l'urlo di “munch “ il mio quadro preferito!

Inizio a cedere, sono devastato mi “arrendo” come dice Beppe Grillo e cerco un b&b dove dormire.

Jazz hostel, mi ricorda molto l'ostello nel bronx dove siamo venuti io e mia moglie barbara ( senza soldi ) nel viaggio di nozze, solo un po più pulito.

Faccio li check in alle 17.00, 23 secondi dopo sto già competendo nella classica maratona del sabato....la maratona a chi dorme di più.

Sabato 20 aprile

sono le 4 del mattino sono” tra i primi”( vanto già 11 ore di sonno ) ma mi sveglio un attimo, e no cazzo ….mi rigiro e già altre 5 ore.

Sta volta vinco a mani basse sono 16 ore totali, solo qualche quindicenne bruffoloso che non ha proprio un cacchio da fare o qualche festaiolo incallito potrebbe avermi battuto ma sulla categoria ammogliati con 3 figli, imprenditori, artigiani con i baffi sono arrivato davvero a braccia aperte già all'ultimo km, ops intendevo agli ultimi 10 min di sonno.

La mattina mi faccio una bella “vasca “ dalla 87 strada a Wall street, girovago un po e poi poco dopo mezzogiorno inizio ad avviarmi verso Rockway nel Bronx.

Tic, pit, glic glic....rumori da metropolitana scendo alla mia fermata quando mi invade un senso di smarrimento, io di mio sono una bussola umana so sempre dove sono ma sta volta sono perso, prima di andare in aeroporto devo andare all'hotel confort a prendermi la valigia, giro per piu di 1 ora, poi scopro che la mia fermata non era Rockway nel bronx ma nel queens. Shit!

Finalmente riesco a prendere il treno giusto e un senso di sollievo mi pervade, vedo gia in lontananza la sagoma dell'insegna dell'hotel, entro e con sommo piacere trovo la mia valigia piena di piante e frutti di cacao, per sdebitarmi gli chiedo un caffe e la recepsionist “ is free “

ma cacchio questo hotel costerà anche un sacco ma sono cordialissimi, non so proprio come sdebitarmi, ma nel dubbio accetto il caffe gratis e la saluto a mani unite facendo l'inchino come farebbe un giapponese.

Arrivo al” jfk airport”, ora inizia a salirmi di nuovo l'adrenalina per le piante, check in ok, ma qua al contrario degli altri aeroporti lo scanner delle valige da stiva te lo fanno davanti agli occhi. Passa quasi mezz ora e la mia ancora non la prendono, per sicurezza gli avevo messo pure il film per avvolgerla.

Ecco sale nel nastro ma, fermi tutti hanno appena cambiato il turno del controllore adesso c'e un talebano col pizzo, ma come e possibile che una faccia losca come quello faccia i controlli....oddio!

E infatti il tragico epilogo si compie, prende la valigia in mano e la porta su un tavolo di ispezione .pum pum pum pum, il cuore ha superato anche il confine della gola e direttamente in bocca...armato ti taglierino inizia a tagliare la pellicola, pum pum pum pum …...( mi si e fermato il battito ) pum pum ( ah no ..e ripartito ) pum pum pum

ho nell'ordine 10 cabosse, 15 piante di Stevia fresche, 2 kg di compost, 4 piante di cacao, 1 kg di Stevia in foglie secca che occupa solo lei mezza valigia, pum pum pum

Apre la scatola delle cabosse e le guarda sospettoso, ma dove va, lo seguo come fossi James bond, o forse come “Tom“ quando si apposta per stanare Jerry, sta chiamando rinforzi, bussa sulle spalle di un armadio che nella mia testa si sta girando al rallentatore con il sottofondo musicale di Rambo, i due si dirigono a passo rapido verso la mia valigia, l'armadio prende in mano una cabosse, --------------------------------------- mi si ferma il battito per qualche secondo, poi accenna un sorriso e se ne va, penso di aver capito, il talebano non conosceva il cacao e vista la forma forse pensava fosse una bomba, il felino James – Tom continua a seguire il temine delle operazioni, tutto ok charlie!

Tutto di un colpo mi mangerei un abbacchio con 8 hg di patate al forno

Salgo sul mitico A380 e via verso Parigi !

 

 

Domenica 21 aprile

prima o poi tutti i viaggi terminano e anche per me oggi si sta vergano l'ultima lieta pagina di questo diario 77, Parigi l'ho già visitata anni fa con Duilio un mio amico d'infanzia, oggi ho10 ore per rinfrescare i ricordi che il tempo ha affievolito

Parto col botto metropolitana fino a Tour eiffel , mi butto sul grande prato verde sottostante per fare colazione con un muffing preso sta mattina a Newyork, l'aria e le voci dei bambini mi rapiscono quasi 2 ore portandomi nella terra di mezzo, dove non di dorme ma non si veglia, ma comunque piu la prima.

Mi alzo a stento, sento i dolori ovunque questo stanco corpo da “globe trotter” sta dando le ultime scoppiettate, ma nonostante tutto riesco a vedermi ancora l'arco di trionfo, l'Ouvre, “notre dame” e tante altre cose sulla strada.

Inizio a sentire le prime chiamate dall'alto, una voce che sembra quella di “Filini” mi sta incitando ad andare avanti ...vedo una luce infondo, si una luce, anzi 2, ma cosa sono tutum tutum ….tutum tutum e la metro che mi riporta all'aeroporto Charles de Gaulle

Parigi ore 20.30 di una domenica qualunque il mio viaggio termina qui mi concedo le ultime 2 ore verso Venezia come piccolo segreto per me stesso e chissà se saranno interessanti forse un giorno le leggerete !