Viaggi

Equador e Neiva Colombia

20 Novembre 2011

Sta volta il viaggio parte il giorno prima, una domenica nebbiosa d'Emilia Romagna, freddo umido stanchezza ma il cuore pieno di soddisfazione, infatti lì a Bologna avevo appena terminato una settimana di grandi successi: l'ottavo record del mondo con la tavoletta più grande del mondo, un bestione da 30 metri quadri che poi abbiamo venduto per raccogliere fondi da dare agli alluvionati in Liguria. L'emozione più soddisfacente è stata senza dubbio la vincita del premio Choccoshow Awards per la miglior pralina cremino classico, che si è piazzata proprio davanti a quella dei fratelli Gardini vincitori del premio lo scorso anno.
Finita la fiera, io, Stefano, Pier e Sergio carichiamo il furgone e ci spostiamo verso l'aeroporto di Bologna da dove partirà la mia missione. Mangiamo un panino da Burgher King ( la prima volta per me ) e sarà la fame, sarà la stanchezza, sarà il raffreddore che ha appiattito tutti i miei ricettori sensoriali, ma mi piace pure!

21 Novembre 2011

Alle 23.00 siamo in aeroporto, stiamo altri 5 minuti assieme e poi loro prendono il furgone e se ne ritornano a Belluno, mentre io entro sapendo che mi attende una lunga notte, perchè il mio volo parte alle 7 del mattino seguente. ( Non mi pare il caso di prendere un albergo per dormirci 4 ore, allora preferisco stravaccarmi un pò in aeroporto, anche perchè così posso partire davvero stanco e dormire meglio durante il volo ).
La notte è più lunga del previsto, la sedia è durissima e non ti permette di sdraiarti... mi sento un pò  un barbone, manca solo il cartone. Finalmente alle 4 l'odore delle prime briochies! Scendo, ne prendo una alle mele ( la mia preferita ) e mi contengo... ne avrei mangiate altre 7! Non so come ma quando sono molto stanco necessito di mangiare zuccheri. 
Il volo sta per partire, davanti a me Tomaki ( se non ho letto male ) un giapponesino educato tutto vestito Ducati, sicuramente un tecnico della rossa che dall'aeroporto di Bologna dista 5 minuti. Cerco di chiedergli un pò di Rossi, ma vedo che non ha molta voglia di parlare, si limita a dire che è da 3 settimane che non lo vede e che stanno facendo un lavoro grandioso per l'anno prossimo... già... così doveva essere anche quest'anno... però...
Il volo parte, un Iberia Regional, aereo piccolo, servizio zero, ma tanto è un piccolo volo di 2 ore fino a Madrid.
Alle 9.30 sono a Madrid, aeroporto Bahrajas, uno degli aeroporti con il miglior layout, facile intuitivo e veloce da girare nonostante sia forse l'aeroporto più grande d'Europa.
Il volo per Guayaquil è in ritardo e un francese inizia ad infastidirsi. Chiamano la polizia, ma a lui sembra non fregargliene niente, pronuncia frasi veloci dalle quali riesco solo a capire qualche parola “ ta mere....” o quali “ merde” diciamo non proprio degli elogi.
Partiamo! Volo di 11 ore... lungo! Dormo, mi rigiro e dormo, la tecnica “stancarsi il più possibile” ha funzionato.
Arrivo a Guayaquil senza ancora sapere perfettamente dove dormirò e se verranno a prendermi, ma fortunatamente all'uscita dell'aeroporo c'è Linda: una ragazza con un sorriso Durbans da 50 denti ( non poteva averne 32 come tutti… davvero! ). Mi porta all'hotel: un 4 stelle dignitoso, lontano dal malecon e dalla movida, ma per sta sera meglio così, riesco solo a farmi una doccia e a crollare a letto.
In realtà è un bluf, dopo appena 2 ore sono su skype con Barbara a definire il lavoro dei ragazzi in laboratorio… che palle...

22 Novembre 2011

La mattina colazione veloce e partenza per Guayaquil con Campoverde, prelevo 100 dollari e mi rendo conto che con il cambio attuale dell'euro non sono poi molti, andiamo a visitare Unocace che sta preparando il prossimo container che partirà per la Fine Chocolate tra 1 settimana.
Unocace è un'associazione di secondo livello di agricoltori che attualmente lavora soprattutto con la Francia, ma che tra meno di 1 mese prenderà in gestione il centro de Acopio di Babahoyo, quello realizato anche e soprattutto grazie al nostro contributo.
Mi riceve un ragazzo un pò “gordito” e capisco subito che non se ne intende molto di cacao, ma purtroppo oggi Freddy è a Quito per lavoro. Non importa, tanto devo solo vedere il cacao che ci hanno preparato. Mi sembra bello, ben fermentato, ha tutti i canali aperti, il colore marrone chiaro, il profumo buono e gli chiedo se siamo ancora in tempo per mettere sul sacco il nome della Fine Chocolate ( è usanza mettere sul sacco il nome del compratore stampato, non serve a nulla in effetti ma “ fa figo” ).
Ce ne andiamo, non prima di aver chiesto dei campioni che mi guarderò con calma in hotel, lungo la strada e vedo tantissimi agricoltori impegnati nella raccolta del tabacco: una cosa meravigliosa, che mai avevo visto prima! Accostiamo con la macchina e chiediamo se possiamo avere una foglia, il signor Eduardo, questo il nome del campesinos, mi regala un fascio di foglie di tabacco... saranno 50... sono imbarazzatissimo, gli do 10 dollari per la gentilezza sapendo che forse dovrò lasciare il tabacco in aeroporto... non credo me lo faranno passare…
Proseguiamo per Babahoyo parlando di musica e ascoltando le nuove canzoni di Don Omar e arrivati al solito hotel Chachari Campoverde se ne va. Sono distrutto, il fuso sta volta mi sta logorando e vado a dormire, ma un martello pneumatico inizia dopo 5 minuti a rompere i “……”, così vado a fare un giro per le strade di Babahoyo, prendo della frutta e una coca, torno all'hotel, mangio qualcosa e mi addormento.

23 NOVEMBRE 2011

Il fuso fa ancora i capricci, alle 3 di notte sono sveglio come un grillo, guardo dei film in spagnolo, mi metto un pò in internet e ripenso al centro de Acopio che abbiamo visitato ieri. Ah già! Non ve l'ho raccontato: mentre stavamo venendo a Babahoyo ci siamo fermati a vedere lo stato dei lavori del centro de Acopio e con grandissima delusione abbiamo constatato che con il lavoro sono davvero indietro, questo vuol dire che stamani nell'incontro con l'Alcaldesa dovrò ribadire la massima importanza nel procedere spediti. Oggi è un giorno pieno, oltre a questo incontro nel pomeriggio, devo andare a visitare un'associazione di Campesinos de Vinces, un luogo storico con gli alberi più vecchi di tutto l'Equador.
Aspetto per 3 ore nella hall dell'hotel e non so per quale motivo Luis non è venuto a prendermi. Un pò mi scoccia, soprattutto perchè non mi ha nemmeno avvertito, poco male ( o meglio poco bene... ) faccio un piccolo giro di Babahoyo e aspetto che arrivi Gerardo. Egli è il responsabile commerciale dell'APOV, associazione piccoli produttori di cacao organico di Vinces. 
Alle 13 siamo già in strada verso il suo centro de Acopio e assieme a lui viene un altro signore, tale Fernando, che sta lavorando per mettere in piedi un'associazione simile all' Apov nella Doubleperipa. Il viaggio è uno spasso, loro sono simpatici e si parla di tutto tranne che di cacao.
Arriviamo al centro: uno stabile dato in concessione all'Apov da parte dell'università de Guayaquil. Non è male, ha una bella macchina per classificare i semi e stanno lavorando per fare una nuova marchesina. Quello che mi lascia perplesso è la fermenazione che mi sembra molto approssimata, loro dicono che stanno facendo degli studi con l'Iniap proprio in merito a questo. 
Stiamo poco, il tempo di vedere un pò la struttura e subito ci spostiamo alla Pepa de Oro, un'azieda davvero magnifica e già l'ingresso con il suo grande cancello nero incute molto rispetto. Una volta entrati mi dicono subito di non fare foto, perchè alla Pepa de Oro ci sono dei segreti importanti. Ci sono delle macchine per passare dal cacao al cioccolato e il titolare non vuole che si venga a sapere come è il loro stabilimento. Io tento di spiegargli che non sono un concorrente e che ho visto qualche centinaio di impianti ( io stesso ne ho uno efficentissimo ) ma niente da fare. Sembra di essere alla Nasa, manca solo che mi facciano il body scanner.
Entriamo ed in effetti è una bella fabbrichetta di cioccolato. Vorrei far vedere al proprietario alcune foto del mio stabilimento in Italia, così per fargli bruciare un po il culo, ma in fondo lo capisco, qui avere ciò che ha lui è un pò come in Italia avere la tecnologia della Ferrero ( infatti neanche li a Cuneo ti fanno entrare cosi facile! ).
Finita la visita passiamo a prendere don Julio il presidente dell'associazione Apov, un signore che sembra il papà della saga televisiva dei Robinson, stesso taglio di capelli, stesso colore scuro della pelle e stesso modo di fare un pò tonto.
Parlando scopro però che tonto non è, infatti è stato presidente ( rettore ) universitario per 20 anni, conosce bene le dinamiche del cacao ed è un capesinos convinto, anche se in effetti è un ingeniere agronomo.
A volte in questi momenti penso che sia proprio vero che le persone che sanno davvero sono le più umili.
Tornando a Guayaquil, parliamo un pò di politica e di Berlusconi e anche qui, come in tutto il mondo, solo a nominarlo la gente ti spalanca un sorriso che non finisce mai.
In albergo, seguo un pò l'andamento delle borse e lo spread. Io davvero non capisco come noi gente comune dobbiamo pensare e preoccuparci di spread, btp, bund e di tutte ste cose.
La sera crollo, ancora questo fuso non mi va giù... ma forse non è il fuso...

24 NOVEMBRE 2011

Il mattino seguente guardandomi allo specchio mi sembro uno dei puffi, pufcioccolatino, sono blu in tutto il corpo, a dire il vero già prima di partire lo avevo notato, cerco di ricordare cosa mi diceva mia mamma Clementina quando ero piccolo...blu ...blu ...potrebbe essere anemia mancanza di ferro...? 
Alle 8 viene a prendermi David per ritornare a Babahoyo ( visto che l'incontro di ieri era saltato tentiamo nuovamente ) gli chiedo se si può fermare in una farmacia, entro e prendo delle pastiglie di ferro, “un caja de pastillas de hierro”, 30 dolares caballeros, minchia con 30 dollari prendo 10 putrelle in ferro zincato altro si che 30 pastiglie, speriamo almeno contino a qualcosa.
Dosaggio una al giorno, mio 3 per partire poi vediamo.
Siamo a Babahoyo in orario, anche perchè al posto di David campoverde mi sembra di essere al fianco di David Cultard. Saliamo in municipio e ci facciamo chiamare Luis.
Parliamo un pò e poi gli chiedo a che ora arrivasse l'Alcaldesa, lui devia un pò il discorso e dopo una mezzora gli chiedo nuovamente. Vedo che Luis telefona parlando a bassa voce e poi mi dice che l'Alcaldesa si è sentita male e quindi è a casa.
Che palle, facciamo una telefonata di 10 minuti con la signora dove cerco di spegargli l'importanza che i lavori del centro de Acopio riprendano e vadano avanti spediti. Noi in Italia abbiamo investito molto su questo presidio e i soci Fine vogliono il prodotto.
Uscendo la segretaria parlando con un signore dice che l'Alcaldesa è già 2 giorni che manca, bhè allora poteva dirmelo cribbio, così mi risparmiavo questo secondo viaggio.
Rientriamo per Almorzar con Giovanni che mi porta a un ristorante Italo – Equatoriano: mi pare famigliare, in effetti è qui che sono venuto 3 anni fa con Jorghe Felix in uno dei miei primi viaggi in Equador.
La lista por favor, prendo un piatto de “ papas picante “ y “ tagliatelle con cacao e nuezes”. Il pranzo è ottimo, ma mangiando mi ricordo che 3 anni fa avevo preso le stesse identiche due cose, che poco originale che sono!
Il pomeriggio mi faccio un giretto per Guayaquil aspettando sera, David mi ha promesso che mi porterà a far vedere il Malecon del Salado, un Malecon che ancora non ho visto e del quale manco sapevo l'esistenza. Bellissimo! Meglio di molto del normale Malecon che conoscevo. Da 2 mesi hanno istallato una fontana da 250.000 dollari che fa dei giochi di acqua e luci... fantastica!
Passeggiamo un pò e David mi racconta un pò della sua vita, dei suoi tre fighi e del rapporto con le donne; mi racconta che era un poliziotto, ma che 10 anni fa lo indagarono per truffa e questo gli cambiò la vita.
Credo volesse parlare un pò, in fondo pur lavorando come coiffeur per un signore benestante, pur viaggiando sempre in belle macchine e non mancandogli niente, credo che l'affetto della famiglia non sia riuscito a sostituirlo.
Mi ex esposa eres una puta, loca, tenea otro 3 hombre contemporaneamente, capito no ?? Bhe c'è poco da capire, diciamo che essendo vicini al Natale poteva venirgli bene di fare la renna o il cervo viste le corna che si ritrova.

25 Novembre 2011

Sveglia presto alle 3, oggi si parte per la Colombia, più precisamente per Neiva. Li dobbiamo incontrarci con i signori dell'Iica: un'associazione del Nord America di cooperazione intarnazionale. Il viaggio che mi hanno preso è con Avianca, si quell'Avianca maledetta che mi ha lasciato a piedi 3 volte su 3. Primo volo in orario, bell'aereo nuovo e buon servizio, quasi non ci credo.
Ora vediamo il prossimo è su un Fokker 50, un aereo ad elica, sicuramente non si potrà dormire visto il rumore assordante. 
Come volevasi dimostrare Avianca = problemi, 3 ore di ritardo in una sala piccola, maleodorante e piena di gente. Sembra un film di Fantozzi, ogni 10 minuti ci dicono che tra 10 minuti partiamo.
Finalmente alle 14.00 siamo in volo, non ricordavo la Colombia così bella, così verde; dal piccolo aereo mi sento un pò come un Indiana Jhons che sta andando in una terra lontana e impervia. La Colombia concentra le zone abitate, mentre tutto il resto è verde senza manco una casa. 
Al Piccolo aeroporto di Neiva mi accoglie don Pedro, il responsabile agronomico del dipartimento ( regione ) dell'Houila. In questa regione si dice che sia arrivato il cacao che poi si radicò in tutta la Colombia, è di fatto la seconda regiona produttiva con dopo Santander.
Mi portano ad una riunione con il segretario regionale, con un responsabile del progetto cacao andino dell'Iica, con il responsabile dell'associazione locale di campesinos e con una sorta di cioccolatiere o non so cosa che produce cioccolato de Mesa.
Si perchè non vi ho detto, in Colombia il cioccolato che si consuma è in forma di una barretta che si scioglie nel latte per farci un cioccolato in tazza, quasi non si conosce il cioccolato come in Europa; inoltre il consumo di cacao interno è talmente forte che praticamente esportano meno del 3 % .
La riunione è molto interessante, io vado giù un pò duro perchè come accade spesso loro partono dal concetto di avere un cacao favoloso etc etc, mi fanno assaggiare qualcosa che di favoloso non ha niente, mal fermentato, pieno di larve... un pò imbarazzato, ma anche forte delle mie conoscenze gli dico ciò che penso sperando non se la prendano. Con grande sorpresa la mia franchezza li porta a rispettarmi ancor di più e a togliersi quel modo di fare di chi ha il cacao migliore del mondo. La riunione termina con loro che mi chiedono più volte: “Mirco por favor ajuda nostra gente!” 
Queste persone mi hanno colpito, non so perchè, passo la sera con loro a cena e siccome io sono di palato difficile, non nel senso di buongustaio, ma nel senso che nei tanti viaggi fatti so come sono le cucine e come cucinano in America Latina, mangio dei patacones di platano, un arepita e della yuca fritta ( un tubero come fosse una patata ).
La sera, prima di entrare in albergo, mi godo un pò il campionato del mondo di “ io ho le tette più rifatte”: una sfilata di donne di tutte le età con culi ascellari e seni a comomero. Questo non lo ricordavo... in Colombia le donne sono più degli uomini e sono sempre a caccia, per questo sono strarifatte... belle certo, ma mi chiedo che gusto ci sia ad andare a letto con l'omino Michelin...bhè forse non è proprio così, qualche gusto ci sarà...

26 NOVEMBRE 2011

Sveglia di buon ora, non perchè lo volesi ma perchè ho letto male l'orario. Scendo e il tipo dell'hotel mi guarda strano, “ buenas dia Don mirco que tal ?”, gli chiedo della colazione ed imbarazzato mi dice “ ustedes eres un hombre temprano”. Capisco che qualcosa non va....sono le 3.30 . Merd ! 
Non ho più voglia di tornare in camera, allora mi appoggio nella saletta per un paio di orette di internet.
Williams viene a prendermi alle 7.30 ed iniziamo il nostro giro. Si parte da Ribeira, una città abbastanza vicina a Neiva. Partiamo visitando quello che loro chiamano il centro de Acopio dell'associazione, in realtà è un piccolo magazzino, non più di 30 metri quadri dove i soci portano il cacao già secco.
La cosa mi scandalizza un pò, perchè inizio ad immaginare cosa significa per ogni agricoltore fermentare e seccare, inizio a pormi domande quali è lo standard... se Pedro porta 10 kg e Carlos 20 kg, infine arriva donna Margherita con 40 kg, tutti lo mettono nello stesso sacco ma questo cacao ha 3 processi totalmente diversi.
Sigan porfavor.
Andiamo avanti.
Visitiamo in centro de Abuono di un signore dove vedo altri problemi, marchesine per seccare con uno strato di cacao di più di 20 centimetri, capisco subito che il lavoro da fare è enorme, ma forse facendo un centro de Acopio, l'unico il problema potrebbe essere di rapida soluzione.
Continuiamo nella finca di Don Fernando, una finca molto bella, ben tenuta, dove già si sta intevenendo nella coltivazione con la potatura, con azioni mirate contro la moniglia. Li apprendo una cosa importante anche io sulla riproduttività e la pollinizzazione della pianta.
E poi ancora Don ..Don Camillo e Peppone, da ora in poi mi rifiuto di imparare i nomi! 
Visiteremo in tutto il giorno 10 – 15 piantagioni, non posso ricordarmi tutti i nomi, meglio concentrarsi sul cacao.
Mangiamo, come mi capita quasi sempre, io che purtroppo sono delicato nel mangiare, mi arrivano 3 piatti pieni di cose con un sapore fortissimo: il primo è pesce ( non ho mai mangiato pesce se non il tonno in scatola ) e me la cavo con la scusa che il pesce mi da un pò di fastidio durante i voli e dovendo prendere il volo sta sera....vai col secondo caldo de gallina, ovvero brodo di gallina con tanto di zampe ed ali ….minchia ! Nooooo l'unica volta che ho mangiato gallina in vita mia ( e l'ho fatto perchè mi era stata offerta da un'amica e io che non so dire no me la sono scolata ) sono stato male 3 giorni, ma che faccio?? Non posso dire di no anche a questo... Inizio a bere il brodo, un cucchiaio, un sorso di succo di ananas, un cucchiaio, un sorso di succo di ananas. “Mirco dagale, come la pierna” ovvero la zampa… cerco per il tavolo qualsiasi salsa che possa coprire il sapore e fortunatamente trovo del guacamole, quello si buono buonissimo tanto che per il terzo piatto gli dico che era talmente fantastico il guacamole che mangio solo questo.
Mi guardano come fossi un pazzo, ma con qualche storiella sui miei viaggi riesco in qualche modo a distogliere dall'attenzione.
La signora arriva con una coppetta di plastica, una sorta di tapperwere, “ Mirco si tiene problema de comer pesacado por el vuelo, traelo en la maleta de mano y comelo en la noche”. Tradotto: essendo che non avevo mangiato pesce con la scusa del volo mi stava dando un pacchettino da portarmi e da mangiare quando arrivavo.
lo prendo, troppo gentile, so che non lo mangerò e che in oltre avrò il problema di dove buttarlo, ma le faccio mille complimenti e lo prendo come se fosse una pepita d'oro.
Tutto sistemato, continuiamo il viaggio. Altre piantagioni, altre storie di persone, belle dentro, che hanno un grande sogno e una grande aspettativa nel nostro viaggio.
Verso sera siamo nuovamente in Neiva, andiamo a visitare una piccola fabbrica di cioccolato, mi aspettavo qualcosa di migliore in effetti, molto sporca e con un processo tutto da rivedere; certo è già tanto e sono già stati bravi a farla.
Di lì a 5 minuti arriva un giornalista per un'altra intervista. La mia visita già è stata vissuta con grande patos da tutta la città, tutti si pongono a mia disposizione come fossi il messia. Questo mi pone grandi responsabilità in effetti.
Cerchiamo di fare un punto sul lavoro futuro e ci salutiamo, o quasi... il mio volo è in ritardo: avianca por favor, io non so quale maledizione ho con questa compagnia, ma giuro che è l'ultima volta che viaggio con loro! 
Arrivo in Bogotà piegato. Dormo solo 3 ore e già sono in piedi per ritornare in aeroporto ed andare in Perù.

Mirco