Viaggi

Sao Tomè e Principe, mettiamo radici

23 Febbraio 2012

La sveglia suona presto, alle 12.0 devo essere a tessera in aeroporto ma prima mi devo fare la mia onesta giornata di lavoro, e essendo già in clima pasquale partire proprio ora diventa un problema.
Finisco di raffinare un po di cioccolato 57 % Babahoyo, do qualche nozione ai miei dipendenti e parto con Alex che mi accompagna in aeroporto, lungo la strada però ci dobbiamo fermare a consegnare un WHITE, da poco infatti abbiamo inserito nel nostro format franchising anche questa proposta e a Treviso stiamo aprendo il secondo punto vendita.
Il volo per Pincipe e lungo, non tanto per le ore d'aereo quanto per i  tanti scali, Belluno-Venezia....Venezia-Roma.....Roma-Lisbona....Lisbona-Sao tome....Sao tome-Principe.
A Roma ci incontriamo con Rita, la persona che mi ha coinvolto in questa esperienza, lei e un  manager di Banca monte dei Paschi, persona preparata e molto attenta al prossimo; Rita sono giamo diversi anni che viene a principe e mi ha coinvolto proprio perchè  sa che l''isola e potenzialmente un ottimo terreno per la produzione di cacao.
Roma – Lisbona, partiamo da Libona alla sera tardi con un aereo della TAP, che definirei l'aereo più vecchio del mondo, un airbus 310 senza tv, senza aria condizionata, mancano solo le gabbie con le cocorite e qualcuno che vende caldarroste a bordo e poi siamo a posto, certo non è una novità che gli aerei che fanno rotte verso i paesi sottosviluppati siano di modeste qualità ma una cosa del genere...
L'arrivo a Sao tomè e alle 5 del mattino, qui e gia chiaro, arriviamo in un piccolo aeroporto dove viaggiano solo 2 aerei a settimana, passiamo i controlli ma al controllo sanitario trovo il “ protagonista di turno “ mezzora di discussione perche no riteneva valida la mia vaccinazione anti febbre gialla.
Qui a Sao tomè ci staremo solo 1 notte perche il volo per principe e domattina, dormiamo al cacao residence, che dal nome mi aspettavo fosse tutto addobbato a cacao o con delle piante di cacao in giardino, ma l'unica cosa a farmi accoglienza e una sorta di lombricone da 15 centimetri sul cuscino del mio letto “ brrrrrrrrrrrrrr “.
La giornata di oggi e libera e mentre Rita e Massimiliano ( suo compagno ) sbrigano della pratiche legali, io approfitto per girare la citta, parto dal mercato cittadino MERAVIGLIOSO , una vera e propria fucina di tutto ciò che di buono offre il paese, dal pesce alla frutta al carbone, si il carbone qui si vende tantissimo il carbone perchè la gente e abituata a cucinare il pesce alla grigia si delle specie di barbeque utilizzando appunto del carbone capisco subito che avrò qualche difficoltà con il cibo perchè non mangio pesce e qui oltre al pesce c'e davvero solo la frutta , vorrà dire che mi farò la cura della frutta faccio un giro in biblioteca e di li all'archivio storico, qui mi imbatto su un interessantissimo libro di come erano le coltivazioni di cacao negli anni 60 con tanto di piantine topografiche etc etc , molto interessante lo compriamo subito e ci mettiamo a studiare per capire come i coloni avessero impostato le loro piantagioni agricole per capire se e dove ci fossero le aree migliori per produrre cacao, va detto che ora l'isola e in uno stato di semi abbandono e quindi capire quale sia la zona migliore per coltivare cacao non e facile.
La sera incontriamo Katia figlia di Carlos, una ragazza molto timida che verrà a studiare in Italia, io sono stanco e saluto la compagnia per dormire.

25 Febbraio 2012

oggi si parte per principe, colazione veloce con frittata di Micoco, un erba dal sapore tra l'origano e la menta, andiamo in aeroporto dove ad attenderci c'e un piccolo piper della compagnia African Conection, un 12 posti che ci porterà nell'isola del cacao, appena prende il volo quello che vedo sotto e meraviglia allo stato puro, spiagge color oro e mare dai fondali di un blu infinito WOW!
Il piperino vola bene e anche se molto carico ( ops dimenticavo prima di partire vengono pesati i bagagli e anche le persone e io con la mia “panciotta” sono il pezzo forte della compagnia, fortuna che ci sono altre persone molto magre che bilanciano il peso sennò ..).
Principe e un isolotto di circa 20 km da nord a sud dominato sino a 30 anni fa dai portoghesi, anche se i conquistatori furono per l'isola fonte di grande innovazione e investimento la dominazione fu dura, venne sparso molto sangue e molta repressione sociale, appena scendo dall'aereo vedo in lontananza una grande pecora, ma, ma, ma ma quello e un ariete almeno cosi sembra.
Ad aspettarci c'e Branchigno un fac totum che ci guiderà e scorterà durante la nostra permanenza nell'isola, portiamo apena i bagagli e subito partiamo per andare a vedere le piantagioni e vedere se ( tema del nostro viaggio ) riusciamo a comprare qualche pezzo di terra per farci una piantagione di cacao “ottimo“.
Ore 14 si va a “FUNDAO”, qui le piantagioni vengono chiamate “rosas” e quindi visitiamo per prima la “Rosa di Fundao”, una piantagione di 60 ettari circa totalmente abbandonata, la strada che dovrebbe portarci al centro della piantagione e crollata, gli edifici che anticamente venivano utilizzati da magazzino totalmente inghiottiti dal tempo e dalla natura, la dominazione portoghese sicuramente e stata dannosa per il paese ma il grande problema e che quando sono andati via i Coloni, gli indigeni non hanno più curato nulla e la vegetazione ha preso il sopravvento.
La piantagione mi piace ma credo che qui per recuperare qualcosa di veramente produttivo saranno da investire molti soldi, non tanto per le piante ma solo per recuperare il terreno, la strada, arginare rigagnoli d'acqua etc etc.
Saliamo per un altra rosa la San Joaquin , anche qui e una piantagione semi abbandonata ma il centro dell'area è ancora abitato da un centinaio di indigeni che popolano le vecchie case dove dormivano i coloni, parlano don il capo branco capiamo che fonti di reddito non ce ne sono e l'unica attività che fanno e coltivare e pescare per sfamarsi, manca a cqua e corrente, Dio bono che condizioni. 
Scatto con discrezione alcune foto e mentre gli adulti si nascondono per non farsi fotografare i bimbi impazziscono perchè gli faccia uno scatto, non mi mollano più ne avrò almeno 15 attorno che mi chiamano “ Blanco...a foto a foto “ ossia “ bianco, la foto la foto “.
Lungo la strada del rientro mi colpiscono davvero molto gli edifici abbandonati dei coloni, dei palazzi enormi tra i quali mi colpisce la vecchia fabbrica di olio di palma, chissà come era questo posto 30 anni fa?

26 Febbraio 2012

Le scarpe di ieri sono un po sporche e Massimiliano mi presta un paio di scarpe sue, sono dei sandali aperti e subito capisco che sarà un dilemma oggi in mezzo a fango e palude addentrarsi nella foresta, partiamo alla volta di “ Bela vista “ una rosa gestita dalla famiglia della segretario del governo, li non ce molto cacao ma vedo delle piante con dei frutti letteralmente enormi, delle cose mai viste prima neanche in Honduras.
Dopo e la volta della piantagione” Terreno velho” qui purtroppo non riusciamo a vedere molto in quanto e gestita da un certo Claudio che non vuole  si sappiano i suoi segreti, questo modo di fare se da un certo punto di vista e comprensibile dall'altro non porta nessun valore aggiunto alla popolazione perchè mi ricorda tanto i metodi usati dai colonizzatori che erano detentori del sapere e non volevano compartirlo con nessuno. Resta il fatto  che comunque la piantagione e ben tenuta e produttiva.
Ci spostiamo rapidamente verso “Nova estrela”  e qui arrivano le sorprese, incontriamo un bel vivaio, ben tenuto, di seguito una stupenda piantagione di un portoghese, e grazie al nostro Branchino ci imbattiamo su LOI.
Loi e un tipo strano, molto chiuso e ci dice che ha del terreno da vendere sempre li a nova estrela, ci addentriamo nel terreno perche la sua piantagione non è accessibile in macchina e quanto stiamo per arrivare ci si apre davanti lo spettacolo dell'oceano, la piantagione di Lobi e fantastica e sulla collina che domina l'oceano con una vista mozzafiato di tanto in tanto interrotta dagli alberi che incolti si sono fatti alti, gia mi immagino che posto sarebbe se venisse potata un po la vegetazione, sono folgorato, a nessuno degli altri piace il posto ma io che ho molta fantasia credo che diventerà un piccolo eldorado 
Proseguiamo la nostra visita nella piantagione del suocero di Lobi, lui ha un terreno di 6 ettari e probabilmente lo vende ma io sono ancora talmente ammaliato da ciò che ho visto che non riesco più a pensare a niente che non sia ...” cerchiamo di combinare con LOI per quel pezzo di terra “.
Poi Branchigno mi stupisce per l'ennesima volta, mi porta in una piantagione di Vaniglia, io la vaniglia l'ho vista poche volte dal vero e ne rimango sempre affascinato, la signora Carmela proprietaria della piantagione ci fa omaggio di un dolce fatto di banana fritta e olio di cocco, una fetta 1 kg ( di pancia acquisita ovviamente ) , parliamo un po della vaniglia, e mentre parliamo mi sfrego tra le mani un bacello per profumarmi di questo inebriante sapore
La sera pranziamo sempre al Passeo, un ristorantino tutto pesce, ma ormai sono di casa, gia sanno che sono filo-vegetariano lo chef mi prepara una bella insalata di fagioli e cipolla, minchia! Ma e talmente buona che faccio il bis.
Nottata dura, la fagiolata mi accompagna fino al mattino.

27 Febbraio 2012

Mi alzo alle 5 e inizio a buttar giù qualche idea da proporre al presidente che incontriamo alle 10, mi piacerebbe molto mi dessero in affidamento una delle loro piantagioni pi u grandi “ FUNDAO “ un ex piantagione di cacao dei portoghesi che e abbandonata da 40 anni, le strutture che vi erano dei coloni sono crollate e l'unica cosa che è rimasta e l'antica fontana targata 1940, qui vorrei farci una piantagione da 300 tonnellate annue di cacao trinitario, a dire il vero sono tentato dall'idea di portare qui un po di cacao bianco da un amico di CHUAO in Venezuela e provare a piantarlo, le condizioni climatiche di Principe sono davvero interessanti molto umido, molta pioggia , molto caldo insomma e davvero un isola ideale per farci dell'ottimo cacao.
Arriviamo in paese per l'appuntamento con il sindaco e ci troviamo Loi, che ci ferma dicendomi “ don Mirco negociamos ! “ ovvero signor Mirco …vendiamo “ e questa è una notizia bomba, finalmente posso sognare ad occhi aperti ed avere la mia piccola piantagione anche in Africa, un vero e proprio godimento.
Io però non ho molto tempo lo saluto e gli do appuntamento alle 12.00 nel frattempo gli chiedo di preparare una sorta di preliminare.
Ancora internet non funziona, sono già 3 giorni che siamo totalmente isolati con la corrente che va e viene, senza acqua e senza internet, ormai la barba lunga e l'ultimo dei problemi.
Ore 10 e siamo dal presidente, stiracchio una stropicciata cravatta nera e rimpettito entro. 
Il presidente e una persona giovane e sveglia, un ragazzo sui 45 anni che si dimostra subito disponibile, io imperterrito inizio ad incalzarlo raccontadogli dei nostri progetti e delle nostre idee e mano a mano che presento l'idea che ho per principe gli si illuminano gli occhi e inizia a farmi domande mirate, la cosa che piu lo entusiasma e la possibilità di fare un cacao di top qualità e di trasformalo direttamente nell'isola, magari approntando una piccola cioccolateria.
Non finiamo l'incontro che ci invita a scrivere subito prima di tornare a casa una lettera di intenti dove conseguire da parte nostra 20 ettari di terreno per fare una piantagione della migliore qualità.
Usciamo tutti galvanizzati, tanto che dopo pranzo ci prendiamo una pausa meritata di 2 ore, io mi prendo un po di sole, anche se sono le 14.00 e il sole brucia dove trovo un altro clima simile.
Il pomeriggio andiamo da Branchino, passando per il figlio di Donna Iaia, a lui abbiamo commissionato dei frutti del cacao in legno, e proprio quando arriviamo vediamo che ne sta terminando uno, magnifico! Proseguendo per Punta do Sol la strada si fa brutta e la piccola camionetta che ci porta mostra segni di cedimento tanto che siamo costretti a cambiare una ruota arriviamo finalmente a punta do sol, il luogo e fantastico, con una vista mare da mozzafiato, li troviamo un essicatore in disuso che farebbe comodo al nostro progetto, con Branchigno tentiamo di capire se si potesse usare questo essicatore per essicare il cacao dei nostri 20 ettari di terreno, mentre siamo li vediamo anche delle piccole parcelle di terreno che chissà forse potremo acquistare, proseguiamo ed arriviamo in un altro luogo simbolo “ SUNDY “ forse il luogo più bello dell'isola, una vecchia fattoria con ospedale interno, case coloniche etc e sopratutto luogo dove nel 1989 un astronomo dimostrò l'effettiva valenza della teoria della relatività di Einsten.
La sera ceniamo con Mandioca frita tanto domani alle 5 si parte per infante ...12 ore di durissima camminata “ ossignor “.

28 Febbraio 2012

Oggi e il gran giorno, dovremo farci la mega camminata a infante, l'appuntamento delle 5 con Branchigno però viene guastato dalla pioggia, che già dalle 3 del mattino imperversa, vista la situazione decidiamo di stare a letto e dormire.
Non passa neanche un ora ( ore 5.50 ) e sentiamo battere alla porta di casa, vamos vamos, “ chi caspita sarà ?? “ è Branchigno che visto che e sballato un po il tempo e no piove piu vuole portarci ad infante, io sono scettico con tutta la pioggia che ha fatto sarà una palude, ma insiste allo sfinimento e tempo 10 minuti partiamo.
in effetti, tanto e calda la terra di Principe che la pioggia fatta non ha reso bagnato il terreno, forse è evaporata all'istante.
Infante 12 km di foresta fitta, partiamo da “Terreno Velho” e dopo 3 km di sostanziale discesa arriviamo alla casa di un suo zio a Ribeira Fria , ultimo avamposto “ umano “ prima di addentrarsi nella natura isolata, la casa dello zio e molto carina lui e un fac-totum sa costruire sa coltivare se ne intende un po di tutto e si vede.
Ore 10.30 i primi segni di cedimento iniziano a farsi sentire, io vado in sfida com me stesso cerco di tenere il passo di Branchigno, Massimiliano invece fa fatica non tanto di gambe ma di cuore, ogni tanto gli prende come una tachicardia che lo blocca. 
Ore 11.00 non siamo ancora arrivati ad infante ma siamo vicini.
Ore 11.30 finalmente costeggiamo l'ingresso del “quintal de infante” la struttura dove i portoghesi lavoravano il cacao e il cocco, qui è davvero una cosa fuori dal mondo, ci sono strutture edilizie per almeno 10.000 metri quadri tutte ingottitissime dalla natura, c'è una stalla per i cavalli, una officina meccanica, e persino una piscina, ma capiamo che si tratta di una piscina solo perchè la guida ce lo dice perchè in effetti vediamo solo un buco coperto di edera ed erbacce, la cosa più bella e la casa del padrone anch'essa inghiottita e con un albero cresciuto in mezzo che ha avvolto con i suoi rami porte e finestre.
Ci fermiamo 10 minuti davanti ad un antica macchina a vapore, una macchina che serviva per fare andare altri macchinari e ripartiamo, io e Massimiliano siamo convinti di rientrare ( finalmente ) e invece la guida e Branchigno si accordano per portarci a “Neves ferreira “, in realtà noi non capiamo subito in quanto non conosciamo la zona e non siamo riusciti a prendere dei riferimenti lungo la strada vista la vegetazione fitta, ma dopo 20 minuti chiediamo e scopriamo che non stiamo rientrando ma anzi che stiamo ancora proseguendo.
Lo sconforto sopratutto per Massimiliano e molto, lui e molto affaticato e pure io non scherzo, passa un altra ora su e giù per i monti, e i sentimenti di gioia che avevamo stamani quando siamo partiti sembrano tanto un lontano ricordo, ora c'è solo acido lattico e sudore che entra negli occhi e brucia, ammazza se brucia!
Dopo altre 2 ore finalmente ci si apre davanti a noi l'arrivo la spiaggia “seca “di “Neves ferreira”, un angolo di paradiso terrestre, una spiaggia bellissima con un mare dal colore infinito, acanto alla spiaggia una piccola popolazione di indigeni che vivono di pesca, senza luce e senz'acqua.
Il posto e davvero mozzafiato e la spiaggia incredibile, prendo un pezzo di legno e disegno un cuore con il nome delle mie 3 figlie sulla sabbia, voglio lasciare traccia del mio passaggio, ma una traccia “ bio “ senza scorticare alberi o niente, so già che sta sera le acque cancelleranno il mio momento “ papino “ ma va bene cosi.
Il rientro e con una canoa, per me e la prima volta che prendo una canoa e ogni volta che sposto il peso da una parte o dall'altra il padrone della canoa mi dice qualcosa in portoghese ( sicuramente una cosa tipo “ fermo testone !! “ )
Ma le fatiche non sono ancora finite, la canoa ci lascia sotto “terreno velho”, manca poco per arrivare alla macchina che ci riporta a casa, ma quel poco e uno strapiombo al 15 % di salita di 1 km  , Massimiliano si ferma 5 volte io vado su con fatica ma vado, il cuore batte, il sudore brucia sono invaso dai “moschitos” ormai e una sfida solo con me stesso, Branchigno e la guida sembrano freschi come una rosa, ma non mollo!
Appena arrivo alla macchina mi stendo sul prato e il cuore non finisce più di palpitare, cambio la maglia e i pantaloni che erano un bagno di sudore e aspettiamo “ Massi “ , in quella mezz'ora apprendiamo una notizia shock, il nipote di Branchigno si e perso nella “ casa dei macaco  “ , la casa dei macaco e un terreno immerso nella foresta dove ci sono molti “ macaco “ appunto, qui il macaco e non solo una simpatica scimmia come la conosciamo noi Europei ma sopratutto un  piatto pregiatissimo , infatti il nipote di Branchigno era in questo posto per cacciare qualche macaco e forse chissà si e fatto male, purtroppo qui se uno i fa male nella foresta la cosa migliore che gli possa accadere e morire prima che lo sbrani qualche bestia.
Scendiamo a pranzare a ora tarda, le 15 circa, solo frutta e una coca, il pomeriggio dovrebbe essere tranquillo, ma li per li organizziamo una piccola visita ad una rosa che a dir loro e molto vicina....” mortacci li principini !!! “ altre 2 ore di camminata su e giù, Massimiliano dopo 15 minuti molla e ci aspetta in macchina, io come al solito ( testone ) non posso farmi vedere cosi restio e vado con loro.
Sono stremato arriviamo in casa per la doccia alle 17.30 e voilà, manca l'acqua, fortunatamente abbiamo delle casse di acqua minerale, mi lavo almeno i piedi e le ascelle con 1 litro d'acqua ma la puzza non se ne va , va bè sta sera non devo far colpo su nessuna quindi mi terro il mio sudiciume fino a domani.

29 Febbraio 2012

mi alzo facendo colazione con un biscotto preinzuppato ( il frigo e rimasto senza corrente e i l'umidià che ne e scaturita ha bagnato i biscotti, vi chiederete perche mettiamo i biscotti in frigo, perchè altrimenti al posto di mangiarli noi li mangiano le formiche ) .
Scendiamo a Sant'antonio per parlare con il Presidente Cassandra, ma prima facciamo tappa al ministero di agricoltura perche il responsabile vuole parlarci, dalle sue parole capiamo che l'incontro con il presidente di lunedi ha dato i suoi frutti, i governanti sono entusiasti del nostro progetto e ci vogliono affidare 100 ettari di terreno per fare una piantagione di cacao di qualità, oltre a “Fundao “ il responsabile ci propone “Porto real “e “San G.....”non mi ricordo! “Por – cavacca”.
Abbiamo poco tempo perchè alle 9 c'è il presidente, salutiamo e via veloci perchè siamo già in ritardo, il secondo incontro con il presidente e a dir poco illuminante, assieme a lui ci sono 2 membri della giunta esecutiva che si occupano di infrastrutture e agricoltura, parliamo di molte cose ma la cosa che di più lo affascina e la possibilità oltre che di darci un terreno dove fare una piantagione di cacao di qualità, e quella di poter con il tempo iniziare un attività di cioccolateria nell'isola, fiumi di parole come recitano i “Jalisse” che scorrono densi di idee e di condivisione come per esempio quella di costituire un fondo regionale del cacao dove i compratori pagano una premialità se il cacao e di qualità e con questi soldi si possono fare progetti di sviluppo e sostenibilità.
Usciamo galvanizzati ancor più della prima volta, ora ci spettano altre due visite una a “Porto real” una vicino a “Nova estrela”, ma prima dobbiamo andare con Rita a concretizzare l'acquisto di un pezzo di terreno dove realizzare una stazione sperimentale per il miglioramento del cacao e dove realizzare una piccola casetta per me, per quando vengo a Principe a lavorare.
Il lotto di terreno e a “Punta do Sol” vicino la casa di Branchigno, un pezzo di paradiso terrestre con una vista sul mare verso nord MOZZAFIATO !, ma oltre a questo è anche un ottimo pezzo di terreno in quanto e piano e vicino c'è già la corrente elettrica e l'acqua, in oltre c'è la struttura che vorremo recuperare, un vecchio essicatore attualmente non utilizzato.
Parliamo in po e nonostante qui nell' isola tutti vogliano vendere il loro terreno il tipo se la tira un po e alla fine il prezzo che trattiamo non accontenta nessuno dei due ne noi che compriamo ne lui che vende, o forse..chissà ..accontenta entrambi.
Stretta di mano e andiamo a visitare il terreno del presidente, 20 ettari in basso a punta do sol, il “ garote “ che ci porta verso il terreno del presidente indossa una maglietta di Obama, corre corre e dalla cima arriviamo preoccupantemente bassi, questi sono stati giorni di grandi camminate e le gambe sono affaticate oltre a questo ho una lussazione alla caviglia destra; me ne accorgo appena iniziamo a rientrare 45 minuti di salita ertissima nella quale il dolore mi assale mi fermo 5-6 forse 7 volte non ho più forze per sopportare il dolore ma un po alla volta vado.
Arrivato su trovo Rita e massi che mi aspettano, loro ( furbi ) mica sono venuti, li per li guardiamo ancora un po il terreno che stiamo comprando e sopratutto pianifichiamo un po dove dovrebbe venire la mia e la loro casa per non darci fastidio, io vorrei fare una casa a forma di “cabosse” di cacao, qualcosa di molto artistico, ma vediamo ora penso solo a ritornare velocemente a casa per mettermi un pò di Artica.
Mangiamo una fagiolata che penso mi pentirò di aver mangiato e visitiamo porto real, questa zona e una zona che il presidente ci ha proposto per insediare la nostra impresa, e molto vicina al centro di Principe e ha corrente elettrica che passa vicino nonché acqua, la piantagione e bella abbastanza pulita e sopratutto c'è una struttura che se trovassimo i fondi per riconvertirla in fabbrica di cioccolato sarebbe una figata! Un ex ospedale grande bello ma diroccato, credo a questo punto che la scelta sia quasi obbligata tra “Fundao” e “Porto real” credo proprio che darò indicazioni per la seconda!
La fagiolata mi accompagna cosi come il pensiero per il nipote di Branchigno che si e perso nella foresta per andare a cacciare i macacao, siamo già al terzo giorno e ancora non ci sono segni di ritrovamento.
Ultima sera e già sento salire quel sentimento strano di nostalgia mista a voglia di rientrare a casa, mi manca molto la mia famiglia, Barbara, Ari, Marty e Anita, pezzi lontani e vicini che vorrei avere qui con me.

1 MARZO 2012

Oggi e un giorno tiratissimo, ci svegliamo e lasciamo casa alle 5 del mattino, prima di tutto dobbiamo fare un giro a vedere Praia Banana, Branchigno ci tiene molto che io la veda, io non sono un grande estimatore delle spiagge ma questa e davvero molto carina due foto e giu veloci per andare in banca a prelevare 800 euro per dare l'acconto al proprietario del terreno che ho comprato, andare in banca a principe e come andare dal medico in italia, coda lunghissima e impiegati flemmatici, noi pero abbiamo anche l'incontro con il presidente alle 9.00, lasciamo tutto a Carlos che ci tiene il posto in banca, noi siamo il numero 36 e dopo un ora di apertura degli sportelli hanno appena servito il numero 6 !!
Il presidente anch'esso oggi ha poco tempo ha l'assmeblea regional ma riusciamo a scambiare 2 chiacchere non prima di essere stato richiamato dalla sua segretaria perchè avevo i calzoncini corti e per dovere di protocollo non avrei potuto parlare con il Presidente.
Ne usciamo convinti che la terra e nostra e che da qui a un anno finalmente inizieremo a coltivare cacao direttamente a principe.
Paghiamo la caparra, copie firme e via per l'aeroporto, una lacrima mi scende al saluto di Branchigno, lui e stato davvero un pezzo di famiglia acquisita e presto coglio sdebitarmi della sua ospitalità, c'è tempo ancora per un intervista commissionata dal presidente che vuole che le radio annuncino la venuta degli italiani ..bhè ..ci stà .
Sta sera pernottiamo a Sao tomè e domattina partiamo per l'Italia, leggo un po i giornali via internet e finalmente lo spread italiano e sotto quota 300.00, bravo Mario, speriamo che le lacrime di queste manovre diano nuovo impulso alla nostra Italia, altrimenti comunque io un piede fuori l'ho messo .
Ora mi godo l'ultima mezza giornata di relax, non mi va più di scrivere ne di ricordare, stacco la mente e mi godo il mio nuovo progetto e la piantagione che abbiamo appena comprato in principe.

APPUNTAMENTO AL PROSSIMO VIAGGIO NELLE TERRE DEL CACAO.

Mirco